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  Mietta [ (Vi ho trovati, cari amici, anche qui...) ]
         


25 marzo 2008

visite gratutite ai musei

Già da nove anni il Ministero dei Beni Culturali  promuove  la Settimana della Cultura: quest'anno è stata anticipata di due mesi, per permettere a tutti di partecipare all'evento anche nei mesi di bassa stagione.

Fino a lunedì 31 marzo su tutto il territorio nazionale saranno accessibili gratuitamente musei, monumenti e siti archeologici statali e sarà possibile fruire di una grande varietà di iniziative.

Lo scopo è quello di sensibilizzare soprattutto i giovani a visitare con gli insegnanti le  manifestazioni più interessanti della loro regione, per conoscere meglio anche i luoghi vicini a loro!

Ma tutti i cittadini possono partecipare all'evento nazionale che mette in vetrina la cultura italiana con spettacoli, laboratori, visite guidate




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26 febbraio 2008

Mirò a FE

A FE
Palazzo dei Diamanti
17 febbraio-25 maggio2008
MIRO': la terra...80 opere
 
Ho visitato  a Ferrara  al Palazzo dei Diamanti questa mostra di Joan Mirò, uno dei maggiori artisti del Novecento.
Ferrara celebra il grande maestro con una mostra affascinante che ripercorre l'intera carriera dell'artista catalano, mettendo a fuoco un tema fondamentale nella sua arte: il legame con la terra
 
 Figlio di un orefice, Joan Miró y Ferrà nasce a Barcellona il 20 aprile del 1893 e, fin da giovanissimo, dimostra una particolare attitudine per le arti e per il disegno...
 
La sua interpretazione della realtà è stato oggetto di moltissimi studi.
Tutta l'arte di Mirò è segnata da un profondo attaccamento alla nativa Catalogna.
Rappresenta  il suo universo in modo ideale curando i dettagli con uno stile inconfondibile.
Trasferendosi a Parigi, scopre   il surrealismo che gli fa abbandonare il realismo per l'immaginario.
Sperimenta formule espressive sempre nuove che gli fanno raggiungere  il successo  e il tema della terra si sovrappone a quello della materia e dei materiali.

Il suo nome viene legato generalmente al Surrealismo, di cui fu una delle personalità di maggior spicco ; la pittura di M. è in realtà di difficile catalogazione.
 L'abolizione di elementi simmetrici, la ricerca del vuoto e la creazione di uno speciale alfabeto simbolico presente con continuità nella sua opera pittorica sono le caratteristiche principali della sua arte, ispirata all'inconscio, alla natura e al sogno
Ecco gli assemblaggi tridimensionali, costruzioni di oggetti combinati fra loro con una fantasia unica ( tele,cartoni, colori...)
I colori sono sempre violenti e vivaci nei suoi paesaggi che sembrano di un altro mondo, popolati da figure misteriose.
In seguito  Mirò introduce nei quadri pece, caseina, sabbia, ghiaia raggiungendo un grado di espressività che precorre l'Informale..
Lavora anche con la ceramica, concentrandosi soprattutto sui temi della donna e della sessualità...con l'entusiasmo e la tensione di sempre.
-Non penso mai alle cose che ho fatto. Penso alle cose che farò...- questo dice quando le sue opere sono già nei musei più importanti del mondo.

La mostra vuole essere un omaggio alla visione della vita di Mirò, percepita come un "giardino" nel quale scorgere e godere delle meraviglie offerte dalla natura, ma anche un omaggio alla capacità dell'uomo di "vivere in un sogno".
 Joan Miró si spegne il giorno di Natale del 1983, a Palma di Maiorca, a novant'anni .

Io non sono un'esperta di arte, ma penso che in questi quadri, che non ricercano la perfezione delle forme, si ritrovi il Peter Pan insito in ognuno di noi! 




 




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21 febbraio 2008

Caravaggio

In questi giorni non si parla che di Michelangelo Merisi ...  opps Il CARAVAGGIO ( 1573-1610), per la fiction appena trasmessa dalla RAI ...se ne parla in modo positivo perché ha fatto rivivere le emozioni del pittore nello spettatore.
Ma il Caravaggio è altrettanto apprezzato quando vengono allestite mostre delle sue opere.
Ogni  mostra è particolarmente vicina all' attenzione della propria  città ed attira amanti dell'arte da ogni parte del mondo, per avvicinarsi ai   segni lasciati dalla  storia, siano essi testi figurativi, strutture architettoniche, autografi o documenti ...
Dopo aver visitato la mostra del  Cagnacci che è stata intitolata "Cagnacci, protagonista del 600 tra Caravaggio e Reni", ho notato che il Seicento italiano  ha fatto bella mostra a Forlì  con le  quattro  tele del Caravaggio,  evento unico per la Romagna.
Notevole la qualità delle opere: La Maddalena , il Fanciullo morso da un ramarro ( che è arrivato solo la settimana scorsa a completare la mostra), l'Amorino dormiente , San Francesco in preghiera.
   Si possono definire capolavori del Caravaggio lungo tutto l'arco della sua attività ...e tutta questa introduzione per dire che  la sua arte mi ha colpito e che non  poteva sfuggirmi  l'appuntamento su Rai 1 domenica e lunedì

Quando ho visto come l'autore ha voluto cogliere concretamente  l'espressione di paura  in Bacco per il morso del ramarro  (l'attore che interpreta Mario Minniti ha saputo interpretare molto bene la realtà)  ...mi sono commossa; mi piace capire come un artista ha operato in vita per trasmetterci le sue emozioni.
 I soggiorni a Roma lo avvicinano al cardinale Del Monte che diventa il suo pigmalione...   Ha  le sue prime importanti commissioni e  la pittura del Caravaggio porta il profano nel campo sacro...e la sua fama cresce.
Coglie l'invito a una dimensione narrativa in cui il  tema religioso si cala nel quotidiano; sottolinea le valenze emozionali e sottilmente sensuali che la raffigurazione  suscita nell'osservatore.

Riesce a liberare la pittura italiana dal manierismo attraverso  un contatto più immediato con la realtà.
Si forma  a MI, ma passa  giovanissimo a Roma nella bottega del Cavalier D'Arpino:il periodo lombardo però é importantissimo per lui perché  gli fa conoscere quella vena realistica e popolaresca della pittura bresciana  del Cinquecento che sarà sempre presente in tutta la sua opera.
Tra i suoi primi quadri ricordiamo il Bacchino Malato,il Bacco incoronato di pampini,il Canestro di frutta.
A Roma attraverso influenti conoscenze ottiene  di decorare la Cappella Contarelli con la Vocazione di S.Matteo.,il martirio di S.Matteo e S.Matteo e l'Angelo.
In questo ciclo si dispiega tutta la capacità coloristica di  Caravaggio e il suo luminismo secondo cui le figure , poste totalmente in ombra,si rivelano solo in alcuni particolari attraverso un taglio di luce radente che ne mette in risalto solo ciò che è essenziale alla scena.
Il tono antitradizionale delle sue opere è dato dai personaggi che sono scelti dalla strada , e vestiti spesso in tono dimesso,ma assumono nel quadro atteggiamenti del tutto naturali.
Questi stessi motivi li troviamo anche nei due quadri a Roma:la Crocefissione di S.Pietro e la Conversione di S.Paolo.
La magnifica capacità compositiva di C si rivela poi in altre due opere più tarde ,la Deposizione e la Madonna di Loreto.
In seguito le vicende della sua vita tormentata da processi e da risse, lo portano prima   a Napoli dove lascia anche opere notevoli( le Sette Opere di Misericordia e la Madonna del rosario) e poi a Malta dove completa  il S.Gerolamo e la Decollazione del Battista.
Muore durante il viaggio intrapreso per tornare a Roma.
Lo sceneggiato è riuscito a  cogliere  la tormentata  personalità del Caravaggio, pittore rivoluzionario per l'epoca, indebolito nel fisico, spigoloso  e dannato come i quadri del suo ultimo periodo...e chiederei alla RAI di proporci altre fiction di pittori o musicisti famosi, non solo per accontentare chi ama già l'arte, ma anche per avvicinare i giovani a capire più facilmente le opere di questi artisti famosi che non hanno mai avuto vita facile.
Il filmato mi ha interessato molto e per me è  ben riuscito per  la buona interpretazione di Elena Sofia Ricci , per i   dialoghi anche se  sembrano tratti da manuali scolastici di storia dell'arte (servono proprio a far capire l'emozione dell'artista in quel determinato momento.) Egli ha la  consapevolezza di avere un dono speciale, la determinatezza nel cercare di farlo fuoriuscire...sa  valorizzare  delle donne importanti, che trova nel percorso della sua vita....vita intensa ...

Alessio Boni fa  la parte di  Caravaggio in modo impressionante.. ci fa  capire proprio il carattere estroso e spiritato  dell'artista che ai tempi nostri sarebbe stato  forse un drogato ( la spada era per lui una droga )
La scenografia è bilanciata tra le traversie del pittore e la sua opera che ha reso immortali le persone comuni nei suoi dipinti...ma soprattutto è stato uno dei primi ad avere come modelle per le Madonne delle prostitute.
Realizzati bene sia la scenografia che i costumi dell'epoca...e la colonna sonora!




permalink | inviato da Mietta il 21/2/2008 alle 14:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa



26 gennaio 2008

La mostra al San Domenico

Accordi fra il Ministero per i beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Forlì hanno permesso l'opera di restauro del convento e della chiesa dei San Domenico.
Il complesso di San Domenico è stato restaurato pochi anni fa, per recuperare la chiesa ed il convento risalenti al XIII secolo, espropriati nel periodo napoleonico per usi militari ed acquisiti al patrimonio dello Stato nel 1866.
Dopo il degrado per il crollo della copertura e della facciata, si è restaurato questo complesso monumentale per recuperare il centro storico , e per riorganizzare il sistema museale di Forlì; occorreva restituire spessore a questo San Domenico che nel Settecento era stato uno dei complessi ecclesiastici più maestosi della città.

Il primo problema è stato ricostruire la facciata con masse murarie, senza aggiunte decorative e la copertura in legno , come all'origine. Lo studio dei particolari e l'armonizzazione fra elementi storicizzati e l'introduzione di nuovi materiali sono i cardini generatori del progetto

Ora è sede della Pinacoteca e dei musei civici
Da Via Caterina Sforza si accede a piedi fino al sagrato della chiesa.
Si entra e si visita il Museo Archeologico, che illustra i diversi momenti della preistoria forlivese, in relazione sempre a quella italiana ed europea, della romanizzazione del territorio, connettendosi allo sviluppo della Città medievale e rinascimentale.
La Pinacoteca è allestita al primo piano dei due chiostri, in cui, secondo un criterio prevalentemente cronologico, sono esposte le opere dal medioevo al periodo neoclassico
Percorrendo le sale, si raggiunge un ambiente tramite il quale è possibile accedere al locale, che accoglie l'Ebe del Canova, rimodellato con una pianta ellittica e delle feritoie grazie alle quali può entrare la luce naturale.
Salendo alcuni gradini si raggiunge la sala adibita a contenere le opere della collezione Pedriali.

Dopo i successi di Marco Palmezzano e Silvestro Lega, il museo San Domenico apre la terza grande mostra dedicata a Guido Cagnacci e ai suoi illustri contemporanei.
Guido Cagnacci, protagonista del Seicento ,è l'artista ricordato da tutti perché ha saputo trasporre sulla tela la morbida sensualità del seno femminile.
Un centinaio di capolavori del 600 saranno in mostra da gennaio a giugno.
La mostra è stata inaugurata sabato, 19 gennaio 2008, con taglio del nastro affidato a Romano Prodi, e resterà aperta fino al 22 giugno.




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27 maggio 2007

LA BOHEME

 
La "Boheme"  (dramma di Giuseppe Giacosa-musica di Giacomo Puccini)  è considerata la rappresentazione musicale della presa di coscienza dell'arte alla fine dell'800, presa di coscienza che arriva a dipingere una povertà e un'indigenza capaci di ammutolire anche i sentimenti d'amore più genuini. Puccini si fa cantore persino della tragica realtà della tubercolosi, trasformando il melodramma in una coraggiosa riflessione sociale.
Al Teatro Diego Fabbri di FO è stata rappresentata stasera; non racconto la trama dei quattro atti ( conosciuta da tutti), ma vorrei sottolineare la partecipazione massiccia  dei cittadini, richiamando anche gli anziani facendo rinascere in loro quelle emozioni che certo provarono in occasioni lontane;  in Romagna la lirica ha sempre suscitato passioni e aspettative ....Forlì ha dato i natali a famosi interpreti.




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26 maggio 2007

Collana bianca

Ho visitato a Forlì,  la mostra "La collana bianca si colora" : un centinaio di piccoli “libri di poesia dipinti” da altrettanti artisti. Ogni artista ha scelto un libro della “Collana bianca/Collezione di Poesia” della Casa Editrice Einaudi e ne ha elaborato una propria interpretazione
Sono piccoli libri dalla copertina bianca ma racchiudono i versi dei più grandi poeti del novecento: Raffaello Baldini, Samuel Beckett, Thomas Eliot, Franco Fortini, Mario Luzi, Alda Merini per citarne alcuni, ma anche Queineau, Pavese, Marinetti costituiscono il lungo elenco di autori pubblicati da Einaudi nella collezione di poesia denominata “Collana Bianca Einaudi”
 
Ci voleva la creatività tutta romagnola di Angela Ravaglioli, che insieme al marito Massimo Gaspari gestisce il Punto Einaudi di Forlì (via Lazzaretto 29/a), a inventarsi "La collana bianca si colora". Era il 2002 e Angela propose ad alcuni amici artisti forlivesi, ma non solo, di scegliere un titolo della Collana bianca ed intervenire liberamente reinterpretandone il contenuto, illustrando, modificando, ritagliando il libro, insomma apportandone una rielaborazione. Con una operazione artistica in piena regola, i volumetti della casa torinese diventavano veri e propri libri d'artista, pezzi unici frutto della creatività di uomini alle prese con la poesia. I venti esemplari vennero esposti in una mostra nei locali della libreria e fu un successo; molti i consensi, persino l'attuale presidente della Casa Editrice Einaudi, Roberto Cerati, ha apprezzato l'idea di Angela definendo l'operazione "in linea con lo spirito creativo di Bruno Munari".
 
Ogni anno  presso l'Oratorio di San Sebastiano questa originale mostra sarà aperta al pubblico alla fine di maggio.
Il libro diventa tridimensionale...ed un "oggetto-soprammobile".
Merita di essere vista.




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6 marzo 2007

Palazzo Guarini

Domenica pomeriggio un' amica  ha invitato tutto il gruppo del bridge a casa sua per un torneo (24 persone)

Era la prima volta che mi recavo da lei: non vi dico la meraviglia nel trovarmi di fronte al Palazzo Guarini.

 Ebbene, sì...il Palazzo della famiglia Guarini, di antichissime origini bolognesi, è di sua proprietà. Il palazzo si trova  in corso Garibaldi,a Forlì...avevo notato ancora passando per strada  l'insolito terrazzo d'angolo (cinquecentesco) , il portale del Seicento, ma non sapevo che fosse di proprietà privata. Appena entrata, ho notato il bellissimo cortile interno, semplice ma armonico ,  del Cinquecento, a pianta quadrata con tre arcate di portico su ciascun lato sormontate da una loggia a colonnine corinzie.Il cortile è dominato da una torre colombaia di insolite proporzioni.

Il marito della mia amica stava innaffiando  le orchidee che coltiva da tempo ( ne ha di tutte le qualità e di tutti i colori) .

Notavo gli  elementi in pietra scolpita, esclusivamente riservata alle cornici, alle basi e ai capitelli. L'architettura di questa parte del palazzo del sec. XVI fu attribuita  al disegno di  Buonarroti.

Dopo il caffè, ci siamo seduti ai tavoli per il torneo :sei tavoli, distribuiti nelle varie stanze, alcune in stile barocco,altre  con arredi settecenteschi e decorazioni neoclassiche di Felice Giani.

Non voglio parlare della cena (antipasto con crostini al salmone, consommè di trombette dei morti, polenta con allodole,salsicce  e costolette ai ferri, sformato di verdure, dolci a quantità), perchè la mia attenzione è  rivolta  a questo magnifico Palazzo della città.


 

 SCHEDE COLL




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17 febbraio 2007

Invito alla musica

Questa sera sono stata al  Teatro Diego Fabbri per un concerto di musica sinfonica.
Il programma dell'orchestra Maderna spaziava da Mendelssohn a Mozart a Haydn
 
L'Ouverture "Le Ebirdi" riflette l'emozione di Mendelssohn di fronte alla grotta di Fingal, una cavità naturale marina in un'isola dell'arcipelago delle Ebridi al largo della Scozia, in cui il mare, penetrandovi, crea particolari effetti.Costruita su una semplice frase iniziale, originale e pittorica,  ha le proporzioni di una sinfonia, sia per le varietà delle figurazioni ritmiche, sia per l'intensa espressività.
 
Di Mozart abbiamo ascoltato "Parto parto.." Il soprano Roxana  Costantinescu ha interpretato Vitellia (figlia del deposto imperatore Vitellio).
Vitellia è invaghita dell'imperatore  Tito ed irata con lui in quanto non corrisposta. Ella sta cercando di persuadere Sesto, infatuato di lei, affinchè uccida Tito, in modo che lei stessa possa conquistare il trono.
Sesto si rassegna ad attentare alla vita dell'imperatore Tito, come gli impone Vitellia, assetata di vendetta, con un ricatto d'amore.
 
L'ultima parte, la sinfonia di Haydan è stata gioiosa; è un girotondo intellettuale senza sosta ...è un gioco che sconfina in un dotto intreccio di polifonie.
 
Mi sono divertita non solo ad ascoltare la musica suggestiva, ma anche ad osservare il direttore d'orchestra K.H.Steffens, un vero artista nel dirigere  l'orchestra abbinando il movimento della bacchetta a  slanci energici con saltelli ritmici eleganti, facendo raggiungere all'orchestra un'interpretazione che catturava l'attenzione di tutto il pubblico che si trovava in una costante delizia d'ascolto soprattutto verso i timbri calorosi degli archi
Per la prima volta a FO ha concesso il bis, cosa straordinaria per lui.
 
Gli spettatori erano così attenti alla musica  prima e agli  applausi poi... che hanno dimenticato per due ore i loro problemi personali




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14 gennaio 2007

I Macchiaioli e il Quattrocento al San Domenico a Forlì

http://www.mostrasilvestrolega.it/Italiano/index.html

FORLI’ - Un’altra giornata epocale per la cultura forlivese. Sabato 13 gennaio 2007 passerà agli annali per l’inaugurazione al San Domenico della mostra “Silvestro Lega: i Macchiaoli e il Quattrocento”, seguito ideale della rassegna su “Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romagne”, capace di portare a Forlì 50mila visitatori da tutt’Italia.

 

E se il 4 dicembre 2005 toccò all’allora vice premier Pier Ferdinando Casini togliere la maschera alla voglia dei forlivesi di uscire dalle secche del provincialismo, il compito di aprire la rassegna dedicata al grande modiglianese è stato assolto con piglio quasi istrionico dal Ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli. Facendo il verso all’incredibile cromatismo del maestro “macchiaiolo”, la cronaca della lunga giornata d’inaugurazione è stata una tavolozza di colori. Al grigiore atmosferico che ha avvolto senza scampo la città sino a sera, ha fatto da contrasto la sorprendente vivacità delle tele del Lega, pittore tanto introverso quanto prorompente nell’ardore risorgimentale e nella cura delle 71 opere esposte al san Domenico.

 

La “vernice” mattutina della mostra ha portato all’esordio sulla scena cromatica di una tinta nuova di zecca: l’avio lega. Come ha spiegato uno degli ideatori, l’architetto Alessandro Lucchi, membro del comitato scientifico promotore, si tratta dell’azzurro-grigio che caratterizza i pannelli esplicativi e l’allestimento dell’intera esposizione. Ma è anche un colore mutuato dalla “media” dei cromatismi leghiani. Il “vernissage” è stato dominato dall’austera conferenza del presidente del comitato scientifico Antonio Paolucci. Lo studioso ha rivelato che “l’accostamento del Lega ai maestri del quattrocento italiano, sta nel desiderio di esplicare la fonte d’ispirazione degli stessi Macchiaioli”.

 

Nel pomeriggio, al teatro “Diego Fabbri”, si è tenuto l’incontro di presentazione dell’evento, moderato dal giornalista Gianfranco Brunelli con l’intervento dello stesso Francesco Rutelli, del presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, del sindaco Nadia Masini, del presidente della Fondazione Carisp Pier Giuseppe Dolcini, e del presidente del comitato scientifico Antonio Paolucci. Degna di rilievo la considerazione di Errani: “Questa mostra può veramente consentire a Forlì di ricollocarsi nel grande sistema culturale italiano”. Ma neppure Rutelli scherza, impegnandosi a fare avere a Forlì i finanziamenti necessari al completamento della grande operazione del San Domenico”. Non solo: “Fate bene ad investire sulla cultura. Da parte mia, cercherò di riportare nelle scuole l’insegnamento della storia dell’arte. I nostri giovani devono capire che sono nati in un paese unico al mondo per cultura, arte e tradizione”.

 

Il “clou” del definitivo impatto dei forlivesi con il verismo del grande pittore romagnolo-toscano, coincide con il taglio virtuale del nastro operato da Rutelli. L’esponente del Governo Prodi è stato anche protagonista di un gustoso siparietto col sindaco di Forlì Nadia Masini. Giunti all’ingresso del San Domenico, la “prima cittadina” ha brevemente illustrato il complesso lavoro di recupero del monumentale complesso, sorto nel Duecento per iniziativa dei “Padri Predicatori”. Rutelli chiede ironicamente: “E lei ci ha messo settecento anni per restaurarlo?”. E la Masini: “Sì, ma li porto bene”.

 

Una volta salito nei locali dell’ex biblioteca domenicana, la stessa che lo scorso anno ha ospitato il Palmezzano, il ministro ha manifestato grande ammirazione per la qualità della pittura leghiana. Una paio di signore esprimevano commenti al passaggio di Rutelli: “Bell’uomo, ma lo scorso anno, alla prima di Casini c’erano più donne”. “Sì, ribatte l’altra, ma perché c’era anche Vittorio Sgarbi”. Giunto nella saletta ovale, deputata ad ospitare l’Ebe del Canova, il ministro ha indicato una delle tele esposte, chiedendo a Paolucci a chi appartenesse. Per tutta risposta, il presidente del Comitato ha fatto notare due tavole adiacenti del Beato Angelico, esclamando compiaciuto: “Guardi che opere possiede il museo forlivese”.

 

Non appena il corteo ministeriale si è dissolto in piazza Guido da Montefeltro, il San Domenico è stato sommerso dalla piena dei primi duecento visitatori ufficiali della mostra, entrati gratuitamente ma su invito prenotato da tempo. Se il buon giorno si vede dal mattino, Lega ha tutte le carte in regola per eguagliare il consenso di pubblico e di critica di messer Palmezzano.

 

Piero Ghetti

 




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20 novembre 2005

Marco Palmezzano



Aspettando l'apertura della grande  mostra di  Palmezzano,fervono i preparativi.
Il varo ufficiale della mostra si è tenuto a MI con la presentazione alla pinacoteca di Brera;il 21 novembre si parlerà dell'evento ai Musei Vaticani di Roma.Intanto a Forlì sono cominciate le visite al San Domenico mentre sono in corso i lavori di sistemazione per l'allestimento della mostra delle opere del pittore forlivese vissuto fra il '400 e il '500.
Il 2005 sarà ricordato a Forlì come  l'anno del  Palmezzano,il  pittore rinascimentale al quale è affidato l'onore di inaugurare il nuovo  San Domenico.



http://www.studioesseci.net/mostra.php?IDmostra=188

Per maggiori informazioni relative alla Mostra su Marco Palmezzano  posso indicare il sito www.marcopalmezzano.it, ovvero il sito ufficiale della mostra.
Vorrei anche informare dell'esistenza della Palmezzano Card:
La Palmezzano Card, ideata dal Club di Prodotto di Forlì,in collaborazione con Confcommercio Forlì, Comune di Forlì, Provincia di Forlì- Cesena, Camera di Commercio di Forlì-Cesena e Atr, il cui costo è stato contenuto in 10 euro e che consente ai possessori:

- Un accesso gratutito alla mostra presentando alla biglietteria la Card
- lo sconto del 10% sul catalogo della mostra
- Sconti negli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa
- L’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici Atr per 2 giorni sulla rete urbana di Forlì e sulle linee per Bertinoro, Castrocaro,Forlimpopoli, Predappio.
- Dà diritto allo sconto sui biglietti/abbonamenti del Teatro Diego Fabbri di Forlì per la stagione 2005/2006
 
Posso anche indicare alcune possibilità di itinerari abbinabili alla mostra in modo che il visitatore  possa sfruttare l'occasione per poter visitare sia la città di Forlì che il suo comprensorio.
 




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