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  Mietta [ (Vi ho trovati, cari amici, anche qui...) ]
         


30 luglio 2008

LIBRI D'AMARE. LIBRI DA MARE

 Si è aperta anche nell' estate 2008  la 16° edizione della manifestazione organizzata dall' Ascom  (Associazione Albergatori Cervia) .
 Devo  ammettere di essere stata contenta per la decisione presa  in questo periodo : abbandonare i tornei di bridge per gli incontri promossi dalla Confcommercio  di Cervia "...la spiaggia ama il libro" , un programma dal 16 luglio al 14 agosto che prevede incontri con l'autore.
Così  ho avuto modo di conoscere  dal vivo Carmen Lasorella , Antonello Caporale, Massimo Pandolfi, Mario Pinzi, Alessandro Meluzzi, Roberto Milone, Antonella Boralevi...personaggi  resi famosi dalla televisione, giornalisti molto colti, di spessore...ognuno di loro ha lasciato un segno.
Carmen Lasorella ha parlato della Birmania.
Antonio Caporale , giornalista del quotidiano "La Repubblica" ha introdotto il suo ultimo libro  "Gli impuniti", un filone caro a molti altri scrittori sulle storie di un sistema incapace, sprecone e felice.
Massimo Pandolfi, caporedattore de "Il Resto del Carlino" ha presentato "L'inguaribile voglia di vivere" , il giornalista Mario Pinzi "Il gioco della morte" , lo psicologo Alessandro Meluzzi ha scritto a quattro mani "Ti perdono" con Roberto Milone, autore di numerose trasmissioni televisive.
Antonella Boralevi ha fatto la recensione del suo ultimo libro "Il lato luminoso".
Ad ogni evento la piazza si riempiva , anche in congiunture economiche difficili come questa.
Ho partecipato a questi  appuntamenti emozionandomi ogni volta ; ogni incontro   mi ha stimolato emozioni uniche, facendomi riflettere su problemi attuali ma anche sulla incomunicabilità , sul disagio, sulla dignità umana, sulla felicità.
La felicità è stato il tema trattato dalla scrittrice Antonella Boralevi
...ero seduta  proprio di fronte a lei
mentre parlava del suo libro "Il lato luminoso" che ho acquistato ma che non ho ancora letto
 Mi è piaciuta l'idea originale di rivolgere  alla scrittrice una
domanda scritta su un foglietto distribuito  fra i presenti.

Io ho scritto poche righe : " io cerco
di essere me stessa, ma gli altri mi vedono in modi diversi, a seconda
dei loro umori , per cui è difficile entrare in sintonia con gli
altri; nonostante questo, io cerco gli altri, proprio perché la
solitudine mi fa paura . Proprio come hai detto tu, ci si può sentire
soli anche se si vive in  famiglia ...
Vorrei chiederti anche come mantenere la felicità...tu ne hai parlato
come di un attimo che dura poco; se anche incontro uno sguardo che mi
rende felice, ritorno poi a casa col  fardello dei miei problemi e
delle mie insoddisfazioni..."
Non ho ancora ricevuto risposta...
 
Spero che il successo di questa iniziativa diventi un appuntamento anche per il prossimo anno non solo per incontrare Autori famosi, ma anche per risentire il calore delle persone  che ho avuto accanto  a me in queste serate!
 


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10 giugno 2008

Il rompiballe

Autore: Claudio Sabelli Fioretti
Titolo : Il rompiballe
Aliberti Editore
Euro 15


Questo libro nasce da un incontro a Torino, a casa di Travaglio con l'autore editore S.Fioretti ; ad ogni domanda dell'editore, una risposta libera, senza vincoli di una scaletta prefissata, con la voglia di entrambi di non smetterla di indignarsi...E Marco racconta come vede l'Italia del dopo-elezioni, parla dei politici e di che cosa dobbiamo aspettarci da loro.

Sabelli Fioretti intervista Marco Travaglio, il giornalista più odiato e più amato d'Italia...il giornalista più puntuto e più querelato d'Italia : un giornalista famoso e corteggiato
Ha venduto un milione e mezzo di copie con i suoi libri, ma le recensioni sui giornali nazionali sono state ben poche perché se qualche giornalista parla dei suoi libri, rischia sempre qualcosa.
La destra lo querela chiedendogli milioni e milioni di euro , ma i querelanti hanno quasi sempre perso.
Anche fra i giornalisti della sinistra qualcuno chiede il suo licenziamento perché è ritenuto un personaggio scomodo, ma Travaglio continua a scrivere per "L'unità" , "L'espresso", "A", "La repubblica" e "Micromega".
Marco risponde a questa intervista a ruota libera, dicendo che ad " Annozero" non voleva andare nessun leader politico importante per paura delle sue accuse, della sua memoria e delle sue prese in giro.

Io mi sono divertita a leggere questo libro che ho divorato in un pomeriggio anche per il fatto che il libro è smilzo, con caratteri grandi e un'interlinea piuttosto larga; per me Travaglio è simpatico ed arguto e mi sembrava di essere al tavolino di un bar a sorseggiare un caffè con lui che mi parlava senza autocensure come è solito fare....è una conversazione a quattr ' occhi...in cui si impara qualcosa di nuovo.
Grillo ha avuto il merito di rendere pubblica questa informazione dei politici corrotti , Travaglio la scrive e la spiega , convinto che la gente può fare molto per cambiare la politica, in Italia.
Ammette che c'è qualcosa che gli dà fastidio: a lui dà fastidio quando dicono che racconta balle; per lui è un insulto perché si documenta in modo preciso senza fare il gioco di nessuno.
E' un "animale a sé stante"...è un cane sciolto da tutti , libero da vincoli, non essendo mai stato iscritto a nessun gruppo politico




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9 maggio 2008

Il mare...una vita

Ho appena finito di leggere questo libro molto interessante per me.
Siccome devo restituirlo all' amica Lina che me lo ha prestato, voglio memorizzare qui alcuni passi che mi sono rimasti particolarmente impressi.



TRAMA
Il libro parla del viaggio verso Livorno di un ragazzo del Sud, diplomato Capitano di lungo corso del Nautico ; il protagonista prende il nome di Marco Ferrari
Dalle prime pagine ci si rende conto delle difficoltà per il giovane Marco che , provenendo da una famiglia povera, non ha prospettive per il futuro se non l'entrata nella Accademia Navale; il suo stipendio servirà a sostenere anche la famiglia...quindi la lettura dà emozioni intense come quelle provate dal giovane, consapevole che occorre anche un pizzico di fortuna oltre che entusiasmo e volontà ferrea.
Il ragazzo parte da Molfetta , dopo il diploma, per la selezione all'Accademia Navale di Livorno...dopo tante peripezie , viene scelto e lui aderisce al suo impegno con nobiltà....ecco il racconto di un anno di corso per Ufficiale della Marina.
La carriera continua con sacrifici, punizioni, trasferimenti, vita di bordo con entusiasmo di alti e bassi, sia per il pensiero della sua difficile situazione familiare, sia per la nostalgia della ragazza, Rosa, che incontra a Molfetta solo al ritorno per la licenza.
Dopo le delusioni per la diffidenza dei suoi Comandanti, ecco il giusto premio arrivato dal teledispaccio della Direzione Generale che ordina l'imbarco sulla Motosilurante con l'incarico di Comandante; a ventitrè anni , il ragazzo viene gratificato per la sua preparazione .
Una grande gioia, ma anche l'onere di una rilevante responsabilità; l'inesperienza viene colmata dal coraggio e dalla rapidità del controllo dei motori...poi la promozione a sottotenente di vascello. Tappe di rilievo soddisfacenti per la carriera.Ma non mancano momenti difficili nelle esercitazioni notturne, nella stagione invernale, col tempo cattivo, quando la motosilurante imbrigliata nel vorticoso moto delle onde subisce il più irregolare tancheggio ( una sorta di danza assai brusca e frenetica)
In un periodo di licenza, trova la forza di superare la timidezza per chiedere a De Cardi la mano di Rosa, ragazza semplice, ma con sani principi di vita.
Il loro sogno d'amore viene coronato il giorno del matrimonio.
Alla fine della licenza matrimoniale, Marco riprende il lavoro di bordo con instabili equilibri, per i disagi legati alla lontananza di Rosa.
In seguito lei verrà a vivere in un piccolo alloggio presso la foresteria ufficiali di Taranto.
Ma l'umore del ragazzo si fa sempre più cupo per un travaglio interiore...una punizione per il disordine sulla nave, agli arresti per cinque giorni.
Rinchiuso nella sua stanza, steso sul letto, la fervida immaginazione si spegne perdendo il sorriso.
I muscoli spossati, la volontà priva di risorse, Marco è in preda a una crisi di abulia mentre Rosa gli ricorda che la sua creatura nascerà presto.
Il padre Michele ,con le lacrime agli occhi, preoccupato per la crisi depressiva del ragazzo, si reca a chiedere consiglio al Capitano di Vascello Conti.Il Medico gli consiglia un lungo periodo di riposo per neurastenia.Dopo un'altalena di sensazioni, finita la convalescenza, Marco deve riprendere il lavoro, questa volta idoneo al servizio con tre mesi di destinazione a terra.La nuova destinazione alla Maddalena è una doccia fredda.Superato anche questo nero periodo, Marco torna al comando della nave Sagittario, a Taranto, da cui correrà al capezzale di Rosa come neo-papà.La nascita di Patrizia lo rallegra; nascerà dopo quattro anni anche Roberto, che gli danno momenti di intensa commozione.Ma il torto di un ambiente militare con decisioni ingiuste , immeritate...lo sconvolge e l'incertezza del domani alimenta ancora l'embrione del male...e Marco, anziché continuare gli studi universitari, deve iniziare la sua attività di bordo ed è inevitabile il ricordo ad un mese di convalescenza.Non si può fare a lungo l'ufficiale sulla mercantile; sono mesi interminabili, nella solitudine; cielo e mare sempre uguali; quel guadagno mensile non ripaga il sacrificio di una vita monotona e vuota.
Due crisi depressive superate , temporali passeggeri dell'esistenza lasciano intravedere il sereno.Viene trasferito a Messina dove il lavoro diventa molto impegnativo .Dopo tre anni di servizio presso le Scuole, il tenente di vascello riceve notizia del suo prossimo trasferimento al Quartier Generale Marina di Roma.Anche la famiglia si sistema a Roma .
Questa vita piena di fascino ma con l'alternarsi di ingiuste vicende lo porta a crisi depressive, ma in seguito raggiunge l'oceano di pace. Alla fine diventa forte e coraggioso, credendo nei suoi valori di fede, libertà e giustizia. E' l'alba di una nuova vita permeata di grandi valori umani e spirituali , per affermare il trionfo del bene sul male, verso una società più ordinata e sicura, meno travagliata da cinici egoismi


GIUDIZIO
La sicurezza del padre dava a Marco tante speranze, nonostante il cupo pessimismo della madre.
Quando si viveva in casa con assidua frequenza, lasciandosi coinvolgere dai problemi dei genitori, la personalità giovanile veniva spesso soffocata, nelle esigenze naturali di libertà ed autonomia.
Altri traguardi personali , per l'avvenire, passavano in secondo piano sino alla mancata soddisfazione dei bisogni individuali d'apertura serena al lavoro ed alla società.

La storia mi ha molto colpita, perché mi tocca da vicino; mi ha portato indietro nel tempo, facendomi ricordare le sensazioni , le ansie, i timori vissuti come mamma, poiché la trama è tratta da una storia vera, quella di Marco Ferrari, che vive esperienze profonde sul mare, che si intrecciano con il suo sentimento d'amore verso la famiglia e la sua ragazza.

Il libro mi ha interessato fin dalle prime pagine e la lettura, essendo scorrevole, mi ha indotto a leggerlo velocemente.
Avvincente ed emozionante, soprattutto per chi ha vissuto di persona l'esperienza di un militare in carriera


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17 marzo 2008

La musica in testa

"La musica in testa" , edito da Rizzoli , è il libro di Giovanni Allevi , un giovane musicista marchigiano che vuole aprirsi una strada...fatica ad aprirsi una strada,e, raccogliendo vari aneddoti, racconta come gli si è aperta un'autostrada ...

Tutto il libro vive di una freschezza unica , come la sua musica d'altronde , la musica che nasce dal silenzio e trae linfa dalla danza dell'universo.

Il libro racconta l' avventura felicemente riuscita di un giovane talento.... e come volle conoscere per la prima volta il Maestro Muti .

A 28 anni, dopo essersi trasferito a MI, per avvicinare Riccardo Muti, si traveste da cameriere alla cena di apertura della Scala.

Per tutta la sera serve i vini e porta vassoi ricolmi . All'inizio del pasto, si presenta come compositore al Maestro Muti...al momento giusto , all'arrosto, per farsi conoscere, estrae il CD dalla tasca del grembiale e lo porge a Muti che resta incantato ...In quell'occasione, una cantante lirica gli dice: "You will be famous"

I capelli erano sempre voluminosi, ma poco più corti, il grembiale, il cd in tasca...temeva che tutti si arrabbiassero, ma Muti lo presenta a tutti .... Muti ha l'aria di molto temuto, ma è sempre cordiale.

A Piangipane  (RA) Muti andrà a sentirlo al suo concerto e lo invita a mangiare un piatto di cappelletti. In questi incontri tra personalità notevoli si parla di sugo, di cappelletti, di vino

Anche Muti, come Allevi, studiò come pianista, poi come compositore a NA, fino a che qualcuno gli disse:-Suoni il piano come un direttore!- ...e Muti capì che, se sapeva dividere la tastiera nei vari settori, avrebbe potuto farlo con l'orchestra.

E' un mestiere particolarmente difficile quello del musicista e particolarmente di più quello del compositore...e così racconta come ,partendo dalle piccole cose, riesce a ricondurle a sentimenti ed emozioni universali.

Allevi ha studiato per tutta la vita:10 anni per pianoforte, 10 anni per composizione , ma rompe certi canoni perché ha troppi talenti.

Allevi è il nuovo genio del pianoforte, con le scarpe da ginnastica...

Si definisce "imbranato", ma è la sua timidezza che lo fa vedere tale...la passione per la musica lo rende emotivamente vulnerabile....suona una musica piena di sentimenti e di passioni.

I suoi pezzi sono emozione pura.

Egli si sente chiamato dal pianoforte ,egli parla col pianoforte che diventa un oggetto animato...Allevi si sente attratto dal pianoforte,il pianoforte gli risponde, esso è un essere animato ; la Musica è una strega capricciosa...è un'entità...uno statuto antologico...
Racconta anche delle sue ansie e di come una volta superò un momento di panico pensando ad una melodia strana, che in seguito compose e che chiamò "Panik"...ogni volta che si sente in ansia, pensa a quella melodia che lo ha salvato.

In seguito racconta come egli consideri il grande Mozart un po' noioso; per questo viene aggredito ad un concerto da una ragazza : come si permette di criticare un genio assoluto della musica?

Per farsi perdonare, apre il concerto successivo con un brano del grande compositore, ma si sente in dovere di scusarsi con il pubblico:-Spero di non annoiarvi!-
Giovanni Allevi ha conquistato così il suo pubblico...con la sua semplicità e genuinità.

Allevi suona una musica tonale arricchita, non è finita la musica tonale; è finita la cattiva musica tonale ; non è finito il romanzo..è finito il cattivo romanzo; non è finito il teatro:è finito il cattivo teatro...

"Devo essere spettatore impossessato della Musica, mentre nella mia mente un silenzio energetico, gravido e vigile segue, vuoto, ogni minimo movimento. Allora come un carillon, ogni elemento entrerà in rapporto armonico con l'altro: il respiro con il battito cardiaco, la pressione con la temperatura delle dita; e la memoria musicale troverà, nel silenzio della mente, un lucido lago ghiacciato su cui scorrere senza alcun ostacolo, senza altre intenzioni che interferiscano con quella proveniente dalla tastiera. È vero, con l'abbandono si sperimenta un piccolo miracolo che va ben oltre il pianoforte: il prodigio di lasciar vivere e crescere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri." (pp. 62-63)...queste sono le parole che più mi hanno colpito del libro appena letto. 




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17 marzo 2008

Storia naturale dei giganti

Conoscevo Ermanno Cavazzoni come insegnante presso l'Università di BO, ma non avevo mai letto i  suoi testi.
Il libro "La storia naturale dei giganti" è uno strano romanzo che parla dell'estinzione dei giganti.
Quando ho letto la parola "gigante" a cosa ho pensato?
Voi a che cosa pensate?
Io ho pensato che sono alti più degli uomini e che possono guardare l'uomo dall'alto al basso...mi viene da pensare che nella loro violenza sono dei sempliciotti ( rapporto Polifemo-Ulisse).
L'autore ce ne parla in modo da non rendere noiosi i poemi cavallereschi, che sono la fonte di questi esseri strani , ormai estinti.Partendo dai giganti, si intrecciano storie del nostro mondo in un mondo inesistente
Cavazzoni tenta di descriverne usi, cov stumi, caratteri fisici, tendenze sessuali, sistemi riproduttivi, manie, sociologia,decadenza e scomparsa di questa popolazione gloriosa di cui oggi tanto poco si sa ....
Chi descrive i comportamenti dei giganti diventa il protagonista:è lo stesso studioso che matura una passione per Monica, una giovanissima signorina (già fidanzata) di cui è gelosissimo....così cresce in lui la voglia di essere un extraterrestre fino a trovarsi coinvolto in una truffa che promette lo sbarco degli extraterrestri per punire il genere umano, in particolare chi ha commerci, contatti venerei, sguardi concupiscenti con la signorina Monica.
E' una storia in cui non si dsingue il limite fra realtà e fantasia, desiderio e ragione.
Incuriosisce l'incontro intrigante con i poemi cavallereschi che lo scrittore sa rendere leggero, quasi buffo.
Morgante mi fa ridere ..è un sempliciotto..è un gigante del Nord Europa.
Come spiegare l'argomento di questo nuovo romanzo?
E' una funzione naturale quella di ridere, ascoltare storie, il narrare.
La fantasticazione è un fenomeno naturale; i sogni notturni appartengono a tutti...quando uno pensa, fantastica...ed è un gran bel momento...
Nella gente è sempre esistita la voglia di extraterrestri, a ristabilire la giustizia.
Come finirà? Per caso ci estingueremo noi con le nostre illusioni, come si sono estinti i giganti per i loro problemi a riprodursi?
In questo mondo tutto finisce..




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17 marzo 2008

L'angelo della mia vita




In un salotto televisivo ho sentito l'intervista fatta a Dalila Di Lazzaro .
Dalila di Lazzaro, di origine friulana, è divenuta protagonista del cinema italiano negli anni '70 e '80, ma ha abbandonato il cinema dopo la morte del figlio.
Nell'intervista ha parlato delle vicende tristi della sua vita e dei libri che ha scritto sulle esperienze che hanno segnato la sua vita!
E' piuttosto complicato parlare di questi argomenti in pochi minuti di intervista televisiva, allora ho voluto trovare ulteriori spiegazioni nel libro.
"Il mio cielo" è un bestseller, ma io non l'ho letto, però ho acquistato "L'angelo della mia vita" che l'attrice ha scritto per mettere sulla carta le sue emozioni da condividere con i lettori.
Qui parla della vita insieme al figlio Christian che voleva diventare dentista ma che amava molto anche la musica e che sapeva pure suonare...parla dell'immenso dolore per la sua prematura scomparsa nel 1991, in un tragico incidente stradale.
L'attrice ha voluto dare voce al suo impegno per vedere riconosciuto il dolore cronico : fisico e morale.
Lei ha avuto due incidenti ( in motorino e in piscina) che hanno leso in modo permanente la prima vertebra della colonna vertebrale per cui è stata a letto per 10 anni, e sta facendo questa battaglia per combattere il dolore cronico affinché gli ammalati non siano lasciati soli, affinché i medici siano coinvolti emotivamente nella malattia e affinché l'indifferenza non aggravi di più la situazione.In questi anni di sofferenza, ha avuto modo di riflettere a lungo anche sulla sofferenza psichica dopo la morte del figlio ventiduenne.
Cosa ci sarà dopo la morte?
Il tema dell'aldilà affascina sempre: racconta tanti episodi nei quali il figlio sembra si manifesti e dimostri l'esistenza di una vita dopo la morte.
Devo dire che questo tema mi affascina ma mi spaventa...
In questo libro che mi ha commosso, l'autrice riflette su esperienze misteriose, impalpabili sensazioni e strane coincidenze che a lei sono capitate dopo la morte del figlio : miracoli che succedono nel suo quotidiano.
La Di Lazzaro crede nel destino, e dice che noi possiamo afferrare il nostro futuro pensando che è tutto da costruire rendendolo il più bello possibile ; di fronte ai problemi , alcuni soccombono, altri reagiscono con violenza...in questa vita siamo soli: nè magia, nè droga possono staccarci dalla nostra esistenza
Noi siamo come dei campi di battaglia tra il bene e il male, dove il destino è chiamato a compiersi a seconda di come sapremo affrontare i dolori del passato.
Solo il passato arricchisce il presente e ci rende capaci di affrontare il futuro in modo efficace.
Lei crede in Dio ed è convinta che Dio le abbia dato un cammino di sofferenza ...in questa sofferenza il suo quotidiano riesce a riconoscere piccole gioie da incontri speciali , che sono la manifestazione della presenza di Christian.
Il suo immenso dolore per la morte del figlio è ricompensato dai segni che Christian ha cominciato a inviarle .
In una lettera scritta da una medium Christian le assicura di starle sempre accanto, come un angelo.
Per Dalila ha inizio così una nuova vita in cui riconosce una dimensione in cui non si è mai soli: ognuno di noi è accompagnato da un angelo, custode fedele nelle difficoltà della vita.
Christian ogni tanto le lascia dei segni magici, a forma di cuore; il primo è stato un sasso a forma di cuore depositato sul suo piede sulla spiaggia di Hammamet da un'onda del mare in uno dei momenti più difficili della sua vita .Lei ha fotografato tutti questi "cuori"...mettendoli a fuoco per dimostrare che esiste questa eternità d'amore
Sente la presenza del figlio , ogni giorno, attraverso i segni che lui le manda dall'aldilà ; in modo tenero e misterioso fa sentire la sua vicinanza: è l'angelo della sua vita che le tiene compagnia e che le manda segni di amore...tutti a forma di cuore!
Nel momento della disavventura, si rende conto che si è perso troppo tempo in cose inutili e superflue che erano diventate protagoniste della sua esistenza.
E quando diventi consapevole , dai un senso diverso alle cose , fino a renderti conto che non è importante cosa ti accade, ma piuttosto come lo vivi.
Ti basta il necessario e dai più valore ai sentimenti.
Davanti alla morte non hai più bisogno di niente: tutto cessa di avere un valore.
Tutto passa e questa riflessione ci fa essere più disponibili, affettuosi, gentili.
Possiamo possedere tutto, ma se non amiamo non siamo niente.
Mi vengono in mente le parole di Albert Einstein che qui riporto "La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero ; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza."

Questo libro l'ho letto in un week-end, poiché la lettura è scorrevole , ma il messaggio resta : un messaggio di speranza e d'amore.Tutto questo mi fa percepire che la Di Lazzaro sia religiosa, ma quando leggo che crede ad una signora speciale che legge i fondi di caffè , o che si fida di chi le predice il futuro, so che è in contrasto con la dottrina cristiana




Dopo la scomparsa del figlio , ha cominciato una battaglia in favore delle adozioni da parte di genitori single che l'ha portata a guidare un vero movimento d'opinione.Ora è contenta poiché ha saputo che a Bruxelles i single hanno la possibilità di adottare un bambino 




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11 febbraio 2008

Mondo babonzo

Avevo già letto qualche libro di Stefano Benni, per cui, quando  ho saputo che a FC  c'era la mostra "Il museo delle creature immaginarie" liberate dalla fantasia di Stefano Benni,ho accompagnato subito  la mia nipotina che è rimasta  meravigliata  dalle  forme  strane  e  dai  colori vivaci  degli animali della mostra  , che l'hanno fatta  sognare  e  divertire.
 Lei è troppo piccola per cui non ha colto lo scopo di questa mostra: far capire ai visitatori del museo che l’amore, il rispetto per l’ambiente in cui viviamo, la capacità di creare, di sognare, vanno insieme alla tolleranza, al rispetto e all’accoglienza del diverso, all'empatia per i popoli lontani.
Dalla fantasia stranamente  bizzarra,Benni ,Altan e Perotti    spiegano ai piccoli visitatori l'estinzione dei dinosauri e la comparsa di nuove creature immaginarie...costruite in cartapesta .
Tutti questi animali sono nati perché da anni  Benni, Altan e Perotti lavorano  anche per i bambini e insieme ai bambini. Nei  laboratori, i bambini stessi creano queste creature immaginarie  
 
 
Lo scopo delle invenzioni è quello di sostenere la realizzazione di un progetto concreto in Africa:il miglioramento delle condizioni ambientali e sanitarie di alcune popolazioni del Kenya colpite dalla siccità.
Dopo aver visitato la mostra , ho acquistato anche il volume "Mondo Babonzo"
Il Mondo Babonzo nasce dalle ricerche di due insigni scienziati: il Professor Lupoff (Lupo è il soprannome di Benni:il botanico) e il Professor Altansky ( il fisico).
 I due si ritrovano per caso su un'isola, dove incontrano anche lo scultore Pietroperù (Perotti). Dopo i primi, meno fortunati esperimenti, il team prende il via e, grazie a una geniale fantatrappola ,  riesce a catturare migliaia di specie assai bizzarre... tutte disegnate da Altan, scolpite e fotografate da Perotti e descritte con un testo ciascuna da Benni.
Le creature immaginarie sono dispettose, si nascondono, fanno agguati, scompaiono e riappaiono quando pare a loro
 
Il fisico Altanski tenta di inventare una macchina in grado di rendere reali le creature dei sogni
Riesce a catturare uno gnomo boleto che viene inseguito dal gatto di Altanski , scappa e non viene più ritrovato.
 
L’Animale Rubinetto, il Camullo, il Pappagatto, il Topo Cagone e il Babonzo, sono solo alcune delle 200 creature immaginarie che accompagneranno i visitatori nella mostra, per far riscoprire, attraverso il percorso educativo proposto e con la propria capacità di sognare, l’amore e il rispetto per l’ambiente, spesso considerato dall’uomo mero strumento da usare e sprecare.
 
Nell’ultima sala  della mostra AMREF racconterà in maniera colorata, rapida e comprensibile, il continente africano a partire dall’immaginazione:
l’Africa di Erodoto, dei giganti a tre teste
l’Africa dell’hic sunt leones (breve percorso storico tra le rappresentazioni cartografiche dal ‘500 ad oggi).
Il rapporto senza immaginazione con le comunità e le risorse del continente (schiavitù, colonialismo)
 
 I  fondi raccolti dalla mostra e dal libro “Mondo Babonzo” (Gallucci Editore, 13 euro), che contiene i brani di Benni, i disegni di Altan e le foto delle opere di Perotti creati per la mostra, andranno a sostenere il progetto per il miglioramento delle condizioni ambientali e sanitarie delle comunità masai di Namanga e Mashuri, duramente colpite negli ultimi due anni dalla siccità.
 Il progetto, promosso in Kenya da AMREF e dal Green Belt Movement fondato dal premio Nobel Wangari Mathai, prevede la costruzione di un'Africa diversa da quella che siamo abituati a vedere attraverso i mezzi di informazione.
Si vuole dare la  possibilità di riscoprire in Africa il senso e il valore di risorse di cui non sappiamo più immaginare il valore (l’acqua)...la  possibilità di immaginare e di realizzare soluzioni alternative per garantire al continente uno sviluppo autonomo.
 
 




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23 ottobre 2007

L'italiano: lezioni semiserie

Severgnini ( il giornalista del Corriere della sera) ha scritto un altro libro:"L'italiano:lezioni semiserie" che mi è sembrato molto interessante per le sue lezioni ironiche su come scrivere bene

Questo è un libro brioso, che ha come obiettivo quello di aiutarci a scrivere in maniera efficace . E' più coinvolgente di qualsiasi grammatica scolastica . Ogni capitolo si chiude con un test o un quiz , le cui soluzioni si trovano alla fine, prima dell'indice, come "Soluzioni masotest e sadoquiz".
Ci insegna alcuni trucchi per scrivere bene, per esempio, come usare i due punti; come scegliere un aggettivo; quando rinunciare ad un congiuntivo; come evitare due CHE in una frase...
 Si può imparare ad usare la punteggiatura in modo esatto, si può imparare a scrivere usando le parole essenziali senza sovrabbondare nelle citazioni o in metafore, senza usare troppe subordinate. Ovviamente non manca il sarcasmo sull'uso di inglesismi assurdi, come ad esempio dire: "lo speech era low-quality e il panel s'era messo in hold per il coffe-break", anziché dire: "il discorso era noioso, e i relatori aspettavano l'intervallo".




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25 settembre 2007

Ho letto i due romanzi di Khaled Hosseini

"Il cacciatore di aquiloni"  mi ha attirata tanto da convincermi ad iniziare subito la lettura anche di "Mille splendidi soli"!
Sono entrambi ambientati negli ultimi 30 anni della storia dell'Afghanistan.
Il primo è una storia di amicizia...il secondo  racconta la vita delle  donne afghane.
Entrambi fra i primi classificati fra i best-seller più venduti nel mondo: toccanti e  commoventi in quanto è storia a noi vicina!
"Il cacciatore di aquiloni" narra la storia di Amir, un ragazzo afghano pashtun e del suo senso di colpa per aver tradito il suo amico d'infanzia, Hassan, figlio del suo servo hazara. Sullo sfondo della trama ci sono eventi storici, come la caduta della monarchia, l'invasione russa, l'esodo verso il Pakistan e il regime talebano.
 
"Mille splendidi soli" è l'intreccio del destino di due donne che la guerra fa incontrare in modo imprevedibile, con lo sfondo di un paese in cerca di pace, dove l'amicizia e l'amore sembrano l'unica salvezza.
I  gesti eroici, i sacrifici, le torture del popolo mi hanno commosso, ma soprattutto mi ha fatto piangere  la lettera  che il padre  scrive a Mariam in punto di morte.
 
Dopo aver letto il primo romanzo, non pensavo che il secondo mi attraesse altrettanto, invece mi ha emozionata ancor di più, anche se rattrista il pensiero che le storie raccontate sono vere, purtroppo...storie di guerra, miseria, dolore




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3 maggio 2007

AFRODITA

Solo ora sto leggendo di Isabel Allende "Afrodita" che un amico mi aveva consigliato già molto tempo fa.
La scrittrice è alle prese con il mondo della cucina, anticamera del "piacere dei piaceri"...sono pagine erotiche scritte in modo lieve e giocoso: un patrimonio di ricette piccanti e spiritose, comprese quelle con gli incantesimi per intrappolare l'amante sfuggente!




permalink | inviato da Mietta il 3/5/2007 alle 22:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


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